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Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi

Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi


EINAUDI

AUTORE DE GIOVANNI MAURIZIO

  • Edizione: 2019
  • Formato: 15x21
  • cod l&p: 1034428124
  • Isbn: 9788806231378
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  • Prezzo € 19,00
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Abstract

 Tutto il dolore del mondo, è questo che la vita ha riservato a Ricciardi. Almeno fino a un anno fa. Poi, a dispetto del buonsenso e delle paure, un pezzo di felicità lo ha preso al volo pure lui. Solo che il destino non prevede sconti per chi è condannato dalla nascita a dare compassione ricevendo in cambio sofferenza, e non è dunque su un omicidio qualsiasi che il commissario si trova a indagare nel torrido luglio del 1934. Il morto è l'uomo che per poco non gli ha tolto la speranza di un futuro; il principale sospettato, una donna che lo ha desiderato, e lo desidera ancora, con passione inesauribile. Così, prima di scoprire in modo definitivo se davanti a sé, ad attenderlo, c'è una notte perenne o se ogni giorno arriverà l'alba con le sue promesse, deve ancora una volta, più che mai, affrontare il male. E tentare di ricomporre, per quanto è possibile, ciò che altri hanno spezzato. Con un colpo di scena struggente il commissario Ricciardi chiude il suo ciclo.

Dettagli 1 1 recensioni dei lettori  media voto 3  su  5 Scrivi una recensione 5 0 4 0 3 1 2 0 1 0 Il pianto dell'alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi

Adriana Roveda - 15/07/2019 10:36

3

E' ineluttabile lottare contro il destino! mi sembra di percepire questo fin dall'inizio dell'ultimo romanzo che chiude un bellissimo ciclo dedicato al commissario Ricciardi. A tratti poetico, molto più romanzato rispetto ai precedenti, scandito da ritmi non serrati ma angoscianti ma in cui non mancano colpi di scena per giungere al finale tanto atteso. Il vento ed i cambiamenti climatici e sulle persone è il filo conduttore che fa fluire il racconto tra speranze, attese di vita e...morte! Trama sottilmente sovraesposta che porta con sè tutto il peso dei precedenti romanzi a dire il vero questo non è il migliore, non per il finale (che non spoilero ovviamente) che mette in un certo senso 'ordine' nella vita di un uomo che non è sicuramente votato alla felicità, non per la scrittura sempre coinvolgente ma per la trama. In questo epilogo mi è mancato Ricciardi, escludendo l'inizio, mi è mancato persino Garzo, in poche parole lo spessore di alcuni personaggi tra cui quello principale è risultato affievolito mi è mancato quel phatos e l'atmosfera dei primi romanzi. Unici fedeli a se stessi Maione e Bambinella ma anche Modo. Si intende la tragedia incombe ed è annunciata ma mi aspettavo una 'regia' ben diversa, una orchestrazione più accurata, che è quello che ci si aspetta da un grande scrittore che resta tale ma che ritengo probabilmente nel caso della sua 'creatura' giunto al capolinea, di questo lo ringrazio perchè ha voluto preservare la bellezza e la peculiarità del suo personaggio ponendo un termine. La commozione è d'obbligo ma è un pò forzata come un pò troppo melenso il rapporto tra Luigi Alfredo ed Enrica. Per chi non ha letto i precedenti è d'obbligo riprendere le fila per avere un quadro chiaro della storia del personaggio principale, della sua psicologia e del suo mondo. Il commissario Ricciardi lo ritengo uno dei più bei personaggi di Maurizio De Giovanni (avendo letto anche altri suoi) farlo uscire di scena però lo ritengo giusto anche se il finale mi è sembrato piuttosto aperto ma a questo punto avrei preferito che terminasse con il precedente. Di tutti i romanzi nell'insieme mi resta un ritratto ben caratterizzato dell'epoca, gli anni 30, in cui si svolge la narrazione, delle atmosfere e soprattutto di Napoli e di quel legame ancestrale e molto forte che unisce lo scrittore alla sua città che evidentemente riesce a trasmettere visceralmente anche al lettore. Tutte le cose belle sono destinate a finire l'importante è che ci siano ed è ciclico, forse non è un caso la dimensione temporale scelta dell'ultimo romanzo che si apre e si chiude con l'alba!

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